Imparare l’italiano (IT)
Imparare una lingua non è collezionare regole: è incontrare persone, muoversi nel mondo con più libertà, sentirsi finalmente “a casa” anche quando tutto è nuovo. Il metodo comunicativo nasce proprio da qui: dall’idea che l’italiano si impari davvero quando lo si usa, in modo vivo, concreto, quotidiano.
Cosa significa davvero “metodo comunicativo”
Il metodo comunicativo parte da una verità semplice: la lingua è uno strumento per dire qualcosa a qualcuno. Non si aspetta di “sapere abbastanza” per parlare: si inizia a comunicare e, comunicando, si impara.
In pratica, la lezione ruota intorno a situazioni reali: chiedere informazioni, esprimere un’opinione, fare una scelta, risolvere un piccolo problema, raccontare una giornata, capire e farsi capire. È esattamente quello che ti servirà fuori, per strada, in università, al lavoro, con gli amici.
Cambio di prospettiva: non studi l’italiano per comunicare un giorno. Comunichi per imparare l’italiano.
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I tre principi che lo rendono efficace
1) Prima l’obiettivo, poi le regole
Ogni attività parte da un fine concreto (organizzare un piano, scegliere tra opzioni, prenotare, negoziare, spiegare). Lessico e grammatica emergono perché servono, non perché “tocca farli”.
2) Correzione al momento giusto
L’insegnante corregge con intelligenza: non blocca la comunicazione, ma interviene quando l’errore impedisce di capirsi. Così parli di più e migliori in modo naturale.
3) Ripetizione senza noia
Le strutture tornano spesso, ma in contesti diversi. È una ripetizione “in movimento” che crea automatismi: ed è così che nasce la fluidità.
E la grammatica?
C’è, eccome: semplicemente entra quando ti aiuta a dire qualcosa meglio. Poi si pratica nella comunicazione, così rimane.
Cosa si fa davvero in una classe comunicativa
Se immagini lezioni frontali e studenti in silenzio, ti sorprenderai: una classe comunicativa è dinamica, partecipata, collaborativa. E soprattutto ti mette nelle condizioni di parlare.
- Role-play: ordinare al bar, affittare una stanza, parlare dal medico, gestire pratiche in università.
- Information gap: ognuno ha pezzi diversi di informazione e l’italiano diventa l’unico modo per completare il compito.
- Mini-debate: dire la propria, accordarsi o dissentire con educazione, fare domande che portano avanti la conversazione.
- Ascolto con uno scopo: audio e video brevi, poi risposte realistiche (come nella vita).
- Micro-scrittura: messaggi, email, moduli: breve, utile, immediatamente spendibile.
La voce di un docente
“Il mio obiettivo non è che lo studente sappia spiegare una regola, ma che sappia vivere in italiano: al lavoro, in università, con gli amici. Quando qualcuno inizia a parlare senza paura, capisco che la strada è quella giusta.”
— Docente di una scuola ASILS
Metodo comunicativo vs studio online individuale
Lo studio online può essere un ottimo supporto, soprattutto per ripassare e arricchire il lessico. Ma spesso manca di due ingredienti decisivi: interazione reale e feedback immediato.
Studio online individuale
- Input spesso passivo
- Poca conversazione autentica
- Correzione non immediata
- La sicurezza cresce lentamente
Metodo comunicativo
- Parlato e ascolto attivi
- Interazione costante
- Correzione mirata in tempo reale
- Più fiducia grazie alla pratica
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