Esami AIL in crescita in Italia e in Svizzera

 

Gianni_Garelli

Si è appena concluso a Firenze l’annuale Workshop dell’AIL (Accademia Italia di Lingua), un’associazione internazionale no profit di scuole private e pubbliche che opera nel campo dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri e delle certificazioni linguistiche. In oltre 30 anni di attività dell’AIL sono stati somministrati oltre 20.000 esami Firenze, il 65% in Svizzera. Dal 2007 l’esame DILC – B1, il Diploma Intermedio di Lingua Commerciale, è riconosciuto dall’UFFT (Ufficio Federale Svizzero della formazione professionale e della tecnologia) come esame finale di italiano in tutte le scuole professionali commerciali della Confederazione Elvetica. Grazie al riconoscimento da parte di alcune Università e Questure italiane, negli ultimi anni si è registrato un forte aumento degli esami sostenuti in Italia. Ne abbiamo parlato con Gianni Garelli, Responsabile Didattico della scuola Palazzo Malvisi di Ravenna, nonché autore dell’innovativo manuale Al Lavoro! edito da Loescher.

Come sono nate le certificazioni AIL? L’associazione è sorta 30 anni fa da un’esigenza del settore privato di colmare una carenza nel campo della certificazione della lingua italiana. Ai tempi, oltre all’esame proposto dall’Università per Stranieri di Perugia, non esisteva una certificazione della lingua italiana mirata alla verifica delle competenze pratico-comunicative, esigenza fortemente sentita dal mondo delle aziende. Per questo fin da subito ci si è ispirati all’esperienza delle Volkshochschulen tedesche e si è collaborato con il Professor Heinz Reiske dell’Università di Francoforte, responsabile della creazione del Certificato di Italiano presso la sezione pedagogica delle Volkshochschulen tedesche, oggi noto come esame TELC.

Qual è il punto di forza degli esami Firenze dell’AIL? L’aspetto più apprezzato da parte degli studenti è la maggiore flessibilità del calendario rispetto ad altre prove di certificazione: nel corso dell’anno sono previste, infatti, quattro sessioni d’esame. Il che è molto utile per venire incontro alle esigenze di quei candidati che spesso hanno la necessità di ottenere un certificato in periodi diversi da quelli previsti dalle altre certificazioni.

Dalla sua esperienza di autore di un manuale per lo studio della lingua italiana per motivi professionali, come valuta gli esami commerciali DILC e DALC? Entrambi gli esami sono molto ben strutturati, ma per me il DILC, l’’esame commerciale di livello intermedio (B1), è quello più interessante. Un’interpretazione un po’ troppo rigida del concetto di dominio, su cui è basata la classificazione in livelli del Quadro Comune di Riferimento Europeo per le Lingue, sembra voler relegare i contesti professionali solo ai livelli più alti. Tuttavia, in taluni casi, esigenze pratiche suggeriscono l’opportunità di dedicare, sin dai primi livelli, tutte le risorse disponibili allo sviluppo di competenze linguistico-comunicative immediatamente spendibili nel dominio professionale. Certificare con il DILC la propria competenza nell’italiano per il lavoro è il coronamento perfetto di questo particolare percorso didattico.

Ci sono progetti speciali per il futuro? Il Comitato Permanente per la Redazione degli Esami sta lavorando per apportare migliorie ad alcune prove d’esame per renderle più adeguate ai parametri europei. Si stanno facendo importanti rilevazioni statistiche sulle performance dei singoli item che compongono tutte le prove per arrivare alla redazione dell’esame perfetto. Si sta anche lavorando ad una parziale modifica delle schede di valutazione della prova orale, in modo da garantire una completa omogeneità di giudizio degli esaminatori nelle varie sedi d’esame.

Per maggiori informazioni sugli esami AIL: www.acad.it