Boom del turismo culturale ed esperienziale in Italia

Rossella Bianchi

Secondo una recente indagine CNA il turismo culturale ha un’incidenza di un terzo sul totale del PIL turistico italiano. Il settore del turismo esperienziale, in particolare, ha registrato una crescita del 3,5% rispetto allo scorso anno e sembra destinato ad aumentare ancora se sfruttato nel modo giusto. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Statistica del MIBACT nel primo semestre del 2017 si è registrata la presenza di 2 milioni in più di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2016. Il che significa un aumento del 7,3% delle visite e del 17,2% degli introiti generati da musei, monumenti e aree archeologiche statali. In media i vacanzieri sembrano disposti a spendere in cultura ben 80 euro al giorno, con il traino degli stranieri pronti ad investirne ben 90. Grazie al nostro immenso patrimonio artistico e culturale cresce il fatturato del turismo, ma si delineano anche nuove tendenze: partecipare alla vendemmia, cucire un vestito da sogno in un’antica sartoria, mozzare la pasta filata dal latte di bufala o andare a caccia di tartufi con un esperto sono solo alcuni esempi di un nuovo turismo che appassiona soprattutto gli stranieri, che del nostro Paese apprezzano anche la qualità e lo stile dei prodotti Made in Italy. Ne abbiamo parlato con la direttrice della scuola Centro Machiavelli di Firenze, Rossella Bianchi, che per venire incontro alle esigenze dei propri clienti ha fondato, anche, la scuola di oreficeria e design del gioiello Metallo Nobile.

Da quanto tempo dirige la scuola? Il Centro Machiavelli è stato aperto nel 1978 ed io ho iniziato a lavorarci nel 1985 come insegnante. Ho assunto un ruolo direzionale nel 1989 e oggi coordino tutte le attività della scuola.  Purtroppo non ho più tempo per l’insegnamento, ma non perdo mai l’occasione di passare del tempo con gli studenti. Li seguo in tutte le loro avventure burocratiche, dai permessi di soggiorno ai contratti d’affitto, all’organizzazione dei loro fine-settimana fuori Firenze. Mi occupo in modo particolare dei corsi culturali della scuola, in particolare del programma Firenze Nell’Arte che consiste, principalmente, in corsi pratici presso laboratori di artigiani e studi di artisti fiorentini. Molti dei nostri studenti, infatti, sono appassionati di arte ed artigianato: la mattina studiano la lingua ed il pomeriggio lo dedicano ad affinare o imparare una tecnica artistica o dell’artigiano d’arte presso uno studio o una bottega artigiana Si tratta, inoltre, di una grande occasione di esercitare la lingua in una situazione comunicativa reale, in un ambiente di lavoro. Attualmente abbiamo attivi 25 corsi di questo tipo e, con questo nostro programma, vogliamo anche contribuire alla conoscenza di questa affascinante realtà della nostra città: una presenza culturale e produttiva che riteniamo patrimonio di tutto il mondo.

La creazione della scuola di oreficeria Metallo Nobile, a due passi dal Ponte Vecchio, segue questa filosofia? Senza dubbio. Firenze è molto famosa anche per la sua oreficeria e per le tecniche di decoro del manufatto orafo, passate indenni attraverso i secoli, di maestro in allievo. La scuola Metallo Nobile si colloca nell’ambito dell’artigianato d’arte. La realizzazione di un gioiello si definisce artistica quando è eccellente da un punto di vista tecnico, evidenzia una particolare scelta stilistica e formale ed esprime l’originalità, la personalità, la passione ed i sentimenti del suo creatore. Appartiene quindi alla sfera dell’arte e della fantasia. La passione per il lavoro manuale e per le tecniche di lavorazione dei metalli è fondamentale per chi si avvicina all’oreficeria e la pratica di laboratorio è indispensabile allo sviluppo delle capacità tecniche e creative. I nostri corsi di oreficeria sono diretti sia a chi si avvicina per la prima volta a questo settore, sia a chi, già in possesso degli elementi di base, vuole appropriarsi di particolari tecniche. La scuola dispone di un ampio laboratorio attrezzato, con banchi di lavoro professionali individuali, apparecchiature e strumentazioni per le specializzazioni, macchine per eseguire il ciclo completo di microfusione, ed aule per il disegno e la progettazione sia a mano sia al computer. I programmi, tenuti da maestri artigiani e da professionisti del settore, sono molteplici e di diversa durata e sono costruiti per adattarsi alle capacità, alle competenze, ai bisogni ed agli obiettivi di tutti coloro che vi partecipano.

Chi sono i vostri studenti? Vengono da tutto il mondo, in particolare dai paesi che hanno una tradizione di lavorazione dei metalli importante, come l’Italia, la Russia, il Giappone e l’America latina in generale.

Quali sono i punti di forza del vostro programma? Gli elementi di innovazione introdotti nei nostri programmi riguardano l’acquisizione di abilità grafiche, sia manuali sia nella modellazione 3d al computer, indispensabili ad una progettazione consapevole delle questioni tecniche legate al processo di realizzazione. Prepariamo gli studenti alla produzione di manufatti con un alto contenuto di manualità e, perciò, offriamo loro la possibilità di praticare in open studio le tecniche apprese anche fuori dagli orari delle lezioni.

Il Centro Machiavelli, con tutte queste iniziative, è davvero una scuola all’avanguardia. Oggi per stare sul mercato bisogna distinguersi non solo per la qualità del servizio, ma anche la varietà e l’interesse delle proposte formative. Così negli ultimi dieci anni ci siamo dedicati anche alla progettazione di programmi innovativi finanziati dalla Comunità Europea attraverso i bandi Leonardo Da Vinci, Comenius, Erasmus+. Grazie ad una serie dei progetti finalizzati a facilitare l’apprendimento delle lingue da parte di ciechi e ipovedenti con il supporto di appositi ausili informatici, nel 2012, abbiamo ottenuto il Label Europeo delle Lingue. 

Deve essere stata una bella soddisfazione. Immagino che ce ne siano state tante altre. Dai matrimoni nati da amori sbocciati a scuola e festeggiati insieme, all’inaugurazione di laboratori artigiani aperti dai nostri studenti a Firenze, di momenti emozionanti ne abbiamo vissuti molti. Alcuni sono stati anche divertenti: per esempio, il Centro Machiavelli ha partecipato ad una fiction giapponese che aveva come con protagonista una nostra carissima studentessa, ripresa nella sua vita quotidiana a Firenze e dintorni. La fiction veniva trasmessa in prima serata da un canale nazionale giapponese e un giorno, mentre mi trovavo a Tokyo in metropolitana, sono stata accerchiata da un gruppo di ventenni che, avendomi riconosciuta, volevano farsi delle foto con me. Non ho capito subito che cosa stesse succedendo fino a quando una di loro ha nominato la trasmissione e così ho superato lo shock e la sorpresa. Un altro momento molto coinvolgente è stato quando la nostra scuola ha partecipato all’evento fiorentino 100 cantori per Dante: è stato davvero emozionante per tutti ascoltare Dante recitato in Piazza Santo Spirito da studenti provenienti da ogni parte del mondo, compresi i nostri.

Quali sono i Suoi progetti per il futuro? Continuare il mio lavoro e farlo sempre meglio, dando ulteriore spazio alla progettazione della formazione a livello locale ed europeo, ed aumentare il numero dei nostri studenti diversificandone la provenienza perché le classi miste, multiculturali, offrono un’esperienza culturale molto più interessante. E poi vorrei viaggiare di più ed andare più spesso a trovare i nostri ex studenti, quando rientrano nei loro paesi di origine. Manteniamo sempre una relazione con loro attraverso i nostri social, che curiamo moltissimo, ma vedersi di persona, di tanto in tanto, e tutta un’altra cosa.  D’altra parte per me, come per i miei 14 colleghi, è di grande interesse sapere quanto la nostra formazione abbia influenzato, una volta rientrati nel loro paese d’origine, la loro vita quotidiana e professionale. Non è forse questa la vera sfida dell’insegnamento?